Biografia&stile creativo

Laureato in Architettura presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma nel 1993, dopo l’abilitazione alla professione, Simonetto Vellucci si è dedicato alla ricerca tra equilibrio forma e materia, ponendo alla base delle creazioni la semplice armonia delle figure geometriche. Triangolo, quadrato, cerchio: una contrapposizione armonica tra figure e materia, dove la freddezza del marmo si incontra con la calda suggestività del legno per ottenere edifici ed oggetti funzionalmente razionali.
Nella sua ricerca contrappone il ferro al legno creando un equilibrio armonico di contrasto come tra il freddo e il caldo. Anche quando utilizza la pietra o il marmo rende la materia viva attraverso una forma semplice e lineare. Dalle figure geometriche comuni trae una composizione razionale svincolando l’oggetto d’arredo da ogni sorta di canone e concetto tradizionale: la gamba di un tavolo non deve essere per forza diritta, o uguale alle altre, ma può anche essere una sola a condizione che rispetti le leggi della fisica e l’equilibrio statico dei corpi. Nasce così un confronto tra forma e materia che si sviluppa o poi si risolve con una tale semplicità che non solo mantiene integra la funzionalità dell’oggetto ma crea nello stesso tempo elementi di arredo di alta qualità e dal prestigioso designer. Il mobile non è più un componente dell’arredamento fine a se stesso, non viene più collocato ma si colloca. Ogni elemento si integra a tale punto come se fosse stato progettato per il medesimo ambiente. Cambiando una semplice linea si ottiene originalità per ogni arredamento non ripetitiva.
Tali mobili non possono essere classificati in serie perché ogni copia ha una sua originalità, creando cosi non un elemento d’arredo ma un’opera d’arte.

Filosofia progettuale

Vincoli legislativi ed esigenze economiche, che impongono la realizzazione di strutture e oggetti in tempi rapidi, portano alcune volte a dimenticare o a porre poca attenzione su aspetti considerati fondamentali nell’architettura: sicurezza, estetica e funzionalità, le tre componenti Vitruviane, che passano spesso in secondo piano. Ma non per questo bisogna lasciarsi sopraffare, bisogna cogliere le sfide imposte, perché i vincoli si possono trasformare in stimoli e rendere il lavoro dell’architetto uno strumento per comunicare il cambiamento ed impegnarsi nell’educazione. Imparare a leggere il passato per progettare il presente, questo è l’insegnamento che ci deriva dall’analisi delle vite e delle opere dei grandi architetti di tutti i tempi. Senza un modello, senza un obiettivo su cui calibrare la sensibilità e le scelte del progettista l’architettura ed il designer non avrebbero una via da seguire.
Altro parametro da non trascurare è la ricerca oggettiva di un equilibrio tra forma, colore, luce, materiali, rispetto della natura e dell’ambiente. Ad esempio, se si accostano due colori come il rosso ed il blu, per essere in equilibrio in uno spazio neutrale, questi due colori devono essere utilizzati in dimensioni differenti. In particolare il rosso deve essere quasi un terzo del blu, perché, mentre il rosso è un colore che tende ad espandersi e perciò ad invadere la scena, il blu ha la tendenza a contrarsi e a scomparire. Quindi un sapiente uso delle proprie conoscenze, delle materie prime e delle loro caratteristiche, permette di ottenere risultati di prestigio che stupiscono e che comunicano molto già ad un primo sguardo.
Altro elemento di fondamentale importanza nella progettazione è il luogo, l’ambiente in cui si sceglie di collocare l’oggetto ideato: una zona inclinata, un terreno concavo o la presenza di un lago o di un ruscello potrebbero suggerire soluzioni di come ottenere un equilibrio tra forma e natura, come, ad esempio, la pendenza di un terreno scosceso potrebbe influenzare una scelta progettuale in cui un edificio inclinato potrebbe valorizzare l’ambiente. Simonetto Vellucci concepisce l’architettura come un elemento narrativo, dove concetti filosofici e vincoli strutturali si fondono armoniosamente differenziandosi dal design unicamente per la dimensione e la collocazione, ma non per l’approccio progettuale.
Le figure geometriche che dominano nelle sue opere sono il triangolo, il quadrato ed il cerchio. Triangolo e cerchio sono, quindi, due figure antagoniste, che rappresentano l’inizio e la fine della geometria, come le lettere alfa e gamma (che nella loro forma richiamano quella del triangolo e del cerchio) rispettivamente prima ed ultima lettere dell’alfabeto greco. Non è un caso se, fin dalla preistoria, l’uomo abbia associato ad ogni figura un simbolo: come il cerchio di Stonehenge; come le piramidi egizie e azteche, simbolo di vita e non di morte. Tutto ciò che si fa non deve essere per caso, ma il frutto di un’analisi meticolosa fatta a priori, infatti, sia nel design che nell’architettura lo studio e la ricerca si basano su concetti razionali, capaci di esprimere emozioni e pensieri, utilizzando la tecnologia come elemento descrittivo e creando armonia tra materiale e forma.